Buon vino biologico, pane fatto in casa, carni e verdure della fattoria: filiera corta, anzi cortissima, e riciclo integrato dei rifiuti. Tra le colline di Maretto, vicino a Villafranca d'Asti, l'agriturismo Crotin 1897 è il primo Locale della Decrescita costituitosi in Italia su iniziativa del Movimento per la Decrescita Felice, fondato da Maurizio Pallante. «I Locali della Decrescita - spiega Pallante - sono agriturismi, trattorie e bed & breakfast che osservano un preciso decalogo ecologico: autoproduzione, rifiuti zero, impegno per l'ambiente e l'economia locale».«La nostra - spiega Federico, laureato in agraria - è un’azienda a dimensione familiare. Produciamo soprattutto vini, come bonarda e freisa, e proponiamo la nostra cucina casalinga, nella quale spiccano i nostri salumi fatti in casa». Suo fratello Corrado è specializzato in panificazione: «La farina che usiamo fa poca strada, viene da un mulino qui vicino». L’altro fratello, Marcello, è lo chef dell’agriturismo: «Tra le specialità più apprezzate c’è la torta di nocciole, fatta con i frutti del nostro noccioleto».
La filosofia di Maretto? Chilometri zero: «Frutta e verdura di stagione, prodotti nostri o delle fattorie qui intorno», assicura Daniela Rezza. «Quanto ai rifiuti, ne produciamo il meno possibile. Niente acqua in bottiglia, ad esempio. E l’organico viene compostato per farne concime». Non solo. «Chi avanza cibo o vino se li può portare a casa, in apposite confezioni che offriamo ai clienti». Il servizio si chiama “avanzino” ed è promosso da un giovane imprenditore, Alberto Brosio: «Le pietanze vengono conservate in contenitori di alluminio, e le bottiglie sigillate da un tappo speciale. Il tutto, imbustato in carta riciclata».
Per i più scettici, un esempio concreto di cosa si intenda oggi per decrescita felice.
Link: www.libreidee.org
Link: www.crotin1897.com
giovedì 19 marzo 2009
Esempi concreti di decrescita
Etichette: decrescita, Maurizio Pallantemartedì 17 marzo 2009
Serge Latouche, intervista a Che tempo che fa
Etichette: decrescita, serge latouche
Il 15 marzo Serge Latouche è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Pubblico il video completo per chi non ha avuto modo di vederlo domenica.
Serge Latouche già professore di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all' Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi è forse il più conosciuto sostenitore della Decrescita.
In questa intervista, stuzzicato dalle domande di Fabio Fazio sviscera, in un impeccabile italiano, i concetti fondamentali della decrescita, spiegando ad esempio la differenza fra decrescita e recessione.
Anche se solo per dodici minuti finalmente in prima serata si è parlato di economia in termini nuovi e il grande pubblico ha potuto ascoltare un pensiero diverso da quello predominante.
domenica 15 marzo 2009
Serge Latouche, il programma delle 8 R
Etichette: decrescita, serge latouche
(Clicca sull'immagine per vedere la copertina)
Per approfondire la bella intervista a Serge Latouche andata in onda domenica 15 marzo nella trasmissione Che Tempo che fa, pubblico il programma delle 8 R, elaborato dall'economista nel suo "Breve trattato sulla decrescita serena".
La “società della decrescita” presuppone, come primo passo, la drastica diminuzione degli effetti negativi della crescita e, come secondo passo, l’attivazione dei circoli virtuosi legati alla decrescita: ridurre il saccheggio della biosfera non può che condurci ad un miglior modo di vivere. Questo processo comporta otto obiettivi interdipendenti, le 8 R: rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Tutte insieme possono portare, nel tempo, ad una decrescita serena, conviviale e pacifica.
Rivalutare. Rivedere i valori in cui crediamo e in base ai quali organizziamo la nostra vita, cambiando quelli che devono esser cambiati. L’altruismo dovrà prevalere sull’egoismo, la cooperazione sulla concorrenza, il piacere del tempo libero sull’ossessione del lavoro, la cura della vita sociale sul consumo illimitato, il locale sul globale, il bello sull’efficiente, il ragionevole sul razionale. Questa rivalutazione deve poter superare l’immaginario in cui viviamo, i cui valori sono sistemici, sono cioè suscitati e stimolati dal sistema, che a loro volta contribuiscono a rafforzare.
Ricontestualizzare. Modificare il contesto concettuale ed emozionale di una situazione, o il punto di vista secondo cui essa è vissuta, così da mutarne completamente il senso. Questo cambiamento si impone, ad esempio, per i concetti di ricchezza e di povertà e ancor più urgentemente per scarsità e abbondanza, la “diabolica coppia” fondatrice dell’immaginario economico. L’economia attuale, infatti, trasforma l’abbondanza naturale in scarsità, creando artificialmente mancanza e bisogno, attraverso l’appropriazione della natura e la sua mercificazione.
Ristrutturare. Adattare in funzione del cambiamento dei valori le strutture economico-produttive, i modelli di consumo, i rapporti sociali, gli stili di vita, così da orientarli verso una società di decrescita. Quanto più questa ristrutturazione sarà radicale, tanto più il carattere sistemico dei valori dominanti verrà sradicato.
Rilocalizzare. Consumare essenzialmente prodotti locali, prodotti da aziende sostenute dall’economia locale. Di conseguenza, ogni decisione di natura economica va presa su scala locale, per bisogni locali. Inoltre, se le idee devono ignorare le frontiere, i movimenti di merci e capitali devono invece essere ridotti al minimo, evitando i costi legati ai trasporti (infrastrutture, ma anche inquinamento, effetto serra e cambiamento climatico).
Ridistribuire. Garantire a tutti gli abitanti del pianeta l’accesso alle risorse naturali e ad un’equa distribuzione della ricchezza, assicurando un lavoro soddisfacente e condizioni di vita dignitose per tutti. Predare meno piuttosto che “dare di più”.
Ridurre. Sia l’impatto sulla biosfera dei nostri modi di produrre e consumare che gli orari di lavoro. Il consumo di risorse va ridotto sino a tornare ad un’impronta ecologica pari ad un pianeta. La potenza energetica necessaria ad un tenore di vita decoroso (riscaldamento, igiene personale, illuminazione, trasporti, produzione dei beni materiali fondamentali) equivale circa a quella richiesta da un piccolo radiatore acceso di continuo (1 kw). Oggi il Nord America consuma dodici volte tanto, l’Europa occidentale cinque, mentre un terzo dell’umanità resta ben sotto questa soglia. Questo consumo eccessivo va ridotto per assicurare a tutti condizioni di vita eque e dignitose.
Riutilizzare. Riparare le apparecchiature e i beni d’uso anziché gettarli in una discarica, superando così l’ossessione, funzionale alla società dei consumi, dell’obsolescenza degli oggetti e la continua “tensione al nuovo”.
Riciclare. Recuperare tutti gli scarti non decomponibili derivanti dalle nostre attività.
Fonte: decrescita.it
mercoledì 11 marzo 2009
Ecozoom.tv intervista Maurizio Pallante
Etichette: decrescita, Maurizio Pallante
EcoZoom.TV è la prima social tv nata per diffondere la cultura dell'ecologia e del rispetto per il nostro pianeta. Sorta dalla collaborazione di EcoRadio e YKS.TV, è aperta a tutti coloro che vogliano condividere con la community la propria sensibilità ambientale attraverso la realizzazione di video su varie tematiche: SEGNALAZIONI, ECO-BENESSERE, CONSUMI, RICICLO, ENERGIA, ECO-TECH, EVENTI, CURIOSITÀ, ECO-FACTORY.
Qui sopra un'intervista di EcoZoom.TV a Maurizio Pallante durante il convegno La strategia della lumaca, convegno internazionale sulla teoria della decrescita che si è svolto a Roma lo scorso febbraio, con il patrocinio della Provincia di Roma.
Al Convegno sono intervenuti alcuni tra i più attivi ed importanti esperti internazionali insieme ai rappresentanti di organizzazioni che hanno già posto in essere esperienze pratiche in vari campi: Serge Latouche, Professore emerito dell’Università XI Paris-sud, teorico di riferimento del pensiero della decrescita; il Prof. Piero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, esperto di storia dell’ambiente e delle culture rurali; Maurizio Pallante, ispiratore del movimento italiano per la decrescita felice, saggista, già esperto di energia e di tecnologie ambientali.
martedì 10 marzo 2009
CAMPAGNA PER LA DECRESCITA
Etichette: decrescita
(Clicca sull'immagine per vedere la copertina)
Dopo i 10 comandandamenti della Decrescita ecco un altro illuminante quanto utile decalogo, tratto dalla campagna per la decrescita a cura del movimento francese Casseurs de pub.
I primi 10 consigli per entrare nella resistenza con la decrescita
1. Liberarsi dalla televisione
Per entrare nella decrescita, la prima tappa è prendere coscienza dei propri condizionamenti. Il primo portatore di condizionamenti è la televisione. La nostra prima scelta sarà di liberarsene. Così come la società dei consumi riduce l’uomo alla sua dimensione economica – consumatore -, la televisione riduce l’informazione alla superficie, l’immagine. Media della passività, quindi della sottomissione, non smette di far regredire gli individui. Per sua natura, la televisione richiede la rapidità, non tollera i discorsi approfonditi. La televisione inquina al momento della sua produzione, durante l’utilizzo e poi come rifiuto.
Noi le preferiamo la nostra vita interiore, la creatività, imparare a fare musica, fare ed assistere a spettacoli viventi… Per tenerci informati abbiamo delle scelte: la radio, la lettura, il teatro, il cinema, incontrare gente, ecc.
2. Liberarsi dall’automobile
Più che un oggetto, l’automobile è il simbolo della società dei consumi. Riservata al 20% degli abitanti della terra, i più ricchi, porta inesorabilmente al suicidio ecologico per la distruzione delle risorse naturali (necessarie per la sua produzione) o per i diversi tipi di inquinamento tra cui l’aumento dell’effetto serra. L’automobile provoca guerre per il petrolio di cui l’ultima per data è il conflitto irakeno. L’automobile porta anche come conseguenza una guerra sociale che provoca un morto ogni ora solamente in Francia. L’automobile è uno dei flagelli ecologici e sociali del nostro tempo.
Noi le preferiamo: il rifiuto dell’ipermobilità. La volontà di abitare vicino al luogo di lavoro. Camminare a piedi, andare in bicicletta, prendere il treno, utilizzare i trasporti collettivi.
3. Liberarsi dal telefonino
Il sistema genera dei bisogni che diventano delle dipendenze. Ciò che è artificiale diventa naturale. Come numero di oggetti della società dei consumi, il telefonino è un falso bisogno creato apposta dalla pubblicità. “Con la telefonia mobile, siete mobilitabili in un istante”. Assieme al telefonino butteremo via i forni a micro-onde, le falciatrici a motore, e tutti gli oggetti inutili della società dei consumi.
Noi preferiamo al telefonino la posta, la parola, ma soprattutto cercheremo di vivere per noi stessi invece di cercare di riempire il vuoto esistenziale con degli oggetti.
4. Rifiutare l’aereo
Rifiutare di prendere l’aereo, è prima di tutto rompere con l’ideologia dominante che considera un diritto inalienabile l’utilizzo di questo mezzo di trasporto. Però, meno del 10% degli esseri umani hanno già preso l’aereo. Meno dell’1% lo utilizza tutti gli anni. Questo 1%, la classe dominante, sono i ricchi dei paesi ricchi. Sono loro che detengono i media e fissano le regole della società. L’aereo è il mezzo di trasporto più inquinante per passeggero trasportato. A causa dell’alta velocità, sballa la nostra percezione delle distanze.
Noi preferiamo andare meno lontano, ma meglio, a piedi, sul carretto a cavallo, in bicicletta o in treno, in barca a vela, con ogni veicolo senza motore.
5. Boicottare la grande distribuzione
La grande distribuzione è inscindibile dall’automobile. Disumanizza il lavoro, inquina e sfigura le periferie, uccide i centri delle città, favorisce l’agricoltura intensiva, centralizza il capitale, ecc. La lista dei flagelli che rappresenta è troppo lunga per essere elencata qui.
Noi le preferiamo: prima di tutto consumare meno, l’autoproduzione alimentare (l’orto), poi le botteghe di quartiere, le cooperative, l’artigianato. Questo ci porterà anche a consumare meno e a rifiutare i prodotti industriali.
6. Mangiare poca carne
O meglio, mangiare vegetariano. Le condizioni di vita riservate agli animali di allevamento rivela la barbarie tecnoscientifica della nostra civiltà. L’alimentazione carnea è anche un grosso problema ecologico. E meglio nutrirsi direttamente dei cereali che utilizzare il terreno agricolo per nutrire animali destinati al macello. Mangiare vegetariano, o comunque mangiare meno carne ci porta anche una miglior igiene alimentare, meno ricca in calorie.
7. Consumare prodotti locali
Quando si compra una banana delle Antille, si consuma anche il petrolio necessario al suo trasporto verso i nostri paesi ricchi. Produrre e consumare localmente è una delle condizioni migliori per entrare nel movimento di decrescita, non in senso egoistico, chiaramente, ma al contrario perché ogni popolazione ritrovi la sua capacità di autosufficienza. Per esempio, quando un contadino africano coltiva delle noci di cacao per arricchire qualche dirigente corrotto, non coltiva di che nutrirsi e nutrire la sua comunità (vedere il testo “Dieci forti obiezioni al commercio equo” http://ecolo.asso.fr/textes/20020314equiit.htm).
8. Politicizzarsi
La società dei consumi ci lascia la scelta: tra Pepsi-Cola e Coca-Cola o tra caffè Lavazza e caffè “equo” di Max Havelaar. Ci lascia delle scelte da consumatori. Il mercato non è né di destra, né di centro né di sinistra: lui impone la sua dittatura finanziaria avendo come obiettivo di rifiutare qualunque contraddittorio o conflitto di idee. La realtà sarà l’economia: gli umani si sottomettano. Questo totalitarismo è paradossalmente imposto in nome della libertà, di consumare. Lo status di consumatore è addirittura superiore a quello di essere umano..
Noi preferiamo politicizzarci, come persone, nelle associazioni, nei partiti, per combattere la dittatura delle fabbriche. La democrazia esige una conquista permanente. Muore quando viene abbandonata dai cittadini. E’ ora di propagare l’idea della decrescita.
9. Sviluppo della persona
La società dei consumi ha bisogno di consumatori servili e sottomessi che non desiderino più essere degli umani a tutto tondo. Questi non possono più esistere che grazie all’abbrutimento, per esempio davanti alla televisione, ai “divertimenti” o al consumo di psicofarmaci (Prozac…)
Al contrario, la decrescita economica ha come condizione uno sviluppo sociale ed umano. Arricchirsi sviluppando la propria vita interiore. Privilegiare la qualità della relazione con se stessi e con gli altri a detrimento della volontà di possedere degli oggetti che a loro volta vi possiederanno. Cercare di vivere in pace, in armonia con la natura, non cedere alla propria violenza, ecco la vera forza.
10. Coerenza
Le idee sono fatte per essere vissute. Se non siamo capaci di metterle in pratica, serviranno solo a far vibrare il nostro ego. Siamo tutti a bagno nel compromesso, ma cercheremo di tendere alla maggior coerenza. E’ la scommessa della credibilità dei nostri discorsi. Cambiamo ed il mondo cambierà.
Questa lista sicuramente non è esaustiva. A voi completarla. Ma se non ci impegniamo a tendere verso la ricerca della coerenza, ci ridurremo a lamentarci ipocritamente sulle conseguenze del nostro stile di vita. Evidentemente non c’è un modo per vivere “immacolati” sulla Terra. Siamo tutti a bagno nel compromesso, e va bene così.
venerdì 6 marzo 2009
Serge Latouche ospite di Che Tempo che Fa
Etichette: decrescita, serge latouche
(Immagine tratta dal sito decrescita.it)
Grazie alla segnalazione via email di Michele, posso anticiparvi che domenica 8 marzo alle 20,30 Serge Latouche sarà ospite della trasmissione televisiva "Che tempo che fa" condotta da Fabio Fazio.
Serge Latouche è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all' Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi. E' tra i più conosciuti sostenitori della Decrescita, su cui ha scritto numerosi trattati tra i quali La scommessa della decrescita edito Feltrinelli e Breve trattato sulla decrescita serena edito Bollati Boringhieri.
Aggiornamento: pubblicato il video dell'intervista a Serge Latouche a Che tempo che fa. Clicca qui per vederlo.
La scommessa della decrescita, pubblicato in Italia nel 2007, è ormai considerato un vero e proprio manifesto teorico della Società della decrescita ed è fonte di studi per tutti coloro che intendono conoscere questa teoria.L’oggetto di questo libro è incentrato sulla necessità di un cambiamento radicale. La scelta volontaria di una società che decresce è una scommessa che vale la pena di essere tentata per evitare un contraccolpo brutale e drammatico.
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Rettifica: nel post del 7 marzo ho scritto che domenica 8 Serge Latouche sarebbe stato ospite della trasmissione Che tempo che fa, purtroppo ho preso un piccolo granchio, la sua presenza è comunque confermata per la puntata del 15 marzo (l'errore non è stato di Michele, che mi ha segnalato la notizia, ma di una newsletter sbagliata).
mercoledì 18 febbraio 2009
Lo yogurt fatto in casa
Etichette: autoproduzione, decrescita, Maurizio Pallante
(Foto: photl.com)
Il primo punto del decalogo della Decrescita recita:
[..] Consumate tutti gli alimenti autoprodotti che potete. Fate in modo che gli alimenti siano biologici, locali, artigianali [..] Se potete, fate lo yogurt, il pane, i dolci... Rifiutate i prodotti delle grandi marche convenzionali, la modificazione genetica, gli alimenti molto pubblicizzati in televisione, il cibo spazzatura... [..]
Chi ha letto "La Decrescita Felice" di Maurizio Pallante ricorderà il primo capitolo in cui spiega perchè fare lo yogurt in casa sia fondamentale per la decrescita.
Dopo aver letto quel libro, un paio di anni fa, mi sono documentato e ho provato anch'io a fare lo yogurt in casa.
Il risultato è stato un ottimo yogurt con il minimo sforzo; vi giuro che è una delle cose più buone che io abbia mai mangiato e gli yogurt industriali non possono proprio competere.
Ho trovato la ricetta qui e se vi va potete andare a leggerla, è molto interessante.
Comunque nel mio piccolo voglio spiegarvi come preparare in pochi semplici passaggi lo yogurt più buono del mondo...
Per prima cosa procuratevi gli ingredienti: un litro di latte fresco possibilmente biologico (ma anche a lunga conservazione e intero, basta che sia biologico) e un barattolino di yogurt bianco (successivamente potrete riutilizzare lo stesso yogurt che avete fatto voi). Cercate di acquistare latte e yogurt confezionati da poco, in quanto alla base di tutta la procedura ci sono i batteri che sono necessari alla fermentazione del latte e questi a lungo andare tendono a scomparire. Inoltre avrete bisogno di una decina di barattolini di vetro da 1cl (anche di diverse misure non fa niente, l'importante è sapere che da 1 litro di latte otterrete circa 1 litro di yogurt), 1 mestolo d'acciaio, 1 scatola che possa contenere i barattolini e 1 copertina di lana.
Per prima cosa dovremo portare il latte ad ebollizione, tenendo però la fiamma non troppo alta. Una volta raggiunta l'ebollizione (il latte salirà di colpo quindi fate attenzione) abbassate al minimo la fiamma, ma non spegenetela del tutto, e lasciate sbollire il latte per circa 10 minuti. Ora spegnete il fornello e lasciate riposare per una ventina di munuti (il latte raggiungerà così una temperatura ideale di 40-45 gradi), quindi con il mestolo togliete la patina che si sarà formata in superficie (potete anche mangiarla, non fa male, ma non reimmergete il mestolo per evitare di contaminare con i batteri della bocca il latte) e a questo punto versate il barattolino di yogurt nel latte.
Ora mescolate per bene e poi versate il tutto nei barattolini. Quindi tappateli e disponeteli nella scatola, copriteli con la copertina di lana e lasciate riposare per circa sei ore. Il segreto stà nel riuscire a tenere il latte costantemente tiepido il più a lungo possibile. D'inverno potrete lasciare la scatola con i barattolini vicino ad un termosifone, d'estate invece io uso una piastra scaldasonno, ma ognuno può scegliere il metodo che trova più pratico.
Passate le sei ore (non di più altrimenti rischiamo di aumentare troppo l'acidità) prendete i barattolini e metteteli in frigo per bloccare la fermentazione. Lasciate rinfrescare un paio d'ore e finalmente assaggiate il vostro yogurt.
Le prime volte il risultato potrebbe essere buono anche se piuttosto liquido, ma vi assicuro che dopo un po' di prove otterrete uno yougurt talmente solido che potrete girare il barattolino senza versarne una goccia. Il sapore è indescrivibile e avrete la soddisfazione di aver creato con le vostre mani lo yogurt più buono del mondo... rispettoso dell'ambiente e, perchè no, economico!
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mercoledì 4 febbraio 2009
Il social network del baratto
Etichette: 2.0, decrescita, social network
(Foto: sxc.hu)
Uno dei fondamenti della decrescita è lo scambio di beni e servizi fra più persone (vedi punto 5 del decalogo della decrescita), detto più comunemente baratto.
[...] Disprezzate l'usura. Disprezzate la speculazione. Favorite l'eco-nomia. Cercate di non utilizzare denaro elettronico. Incentivate il prezzo equo, il baratto, lo scambio, le monete alternative, i prodotti verdi... Disprezzate le modalità di pagamento posticipato. [...]
La parte più complicata per mettere in pratica il baratto stà nel trovare altre persone disposte a barattare con noi beni e servizi, almeno fino al boom di internet.
Sappiamo bene come la rete sia capace di avvicinare persone lontanissime fra di loro, infatti non potevano mancare sul web dei social network dedicati proprio a questa forma di economia. Fra i tanti che ho avuto modo di visitare il più semplice e completo mi è sembrato zerorelativo.it, community molto attiva che coniuga semplicità d'uso, chiarezza e informazione.
Il baratto è un'azione ad alto valore educativo.
Fa bene all'ambiente, perché riutilizzi tutto.
Fa bene al borsellino, perché non compri nulla, ma utilizzi ciò che già esiste.
Fa bene alle relazioni, perché condividi le tue cose con altri barter, in modo ludico, attivo e sensibile.
Definizione di baratto tratta dal sito.
Fateci un salto e mi saprete ridire...
Link: zerorelativo.it
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lunedì 2 febbraio 2009
Ascanio Celestini - I princìpi dell'economia
Etichette: ascanio celestini, decrescita, economia
Fra il Grande Fratello, Amici, X Factor ecc. ecc. ecc. è difficile oggi come oggi salvare qualcosa della TV.
Comunque ci sono trasmissioni per cui vale ancora la pena accendere il vecchio televisore. "Parla con me" è una di queste eccezioni; è un piacere ascoltare le interviste di Serena Dandini e fra una chiacchiera e l'altra a volte può accadere di assistere ad un bel monologo di Ascanio Celestini.
Questa volta Robertino, un bimbo di 9 anni, ci racconta di quando suo padre, davanti ad una bella zuppa del supermercato, tentò di spiegare a sua madre cosa fossero il PIL, il deficit, il debito pubblico e l'inflazione...
E poi di nuovo tutti davanti alla TV a non vedere niente.
lunedì 26 gennaio 2009
L'Altro Modello - Report del 16 marzo 2008
Etichette: decrescita, documentari, Milena Gabanelli, report
Girando su internet ho trovato pubblicato il video integrale della puntata di Report del 16 marzo 2008 dal titolo "L'ALTRO MODELLO". La fantastica Milena Gabanelli, a cui un po' tutti dovremmo essere grati, affronta, fra le altre inchieste, il problema del PIL e della crescita infinita.
Lo fa a modo suo, nello stile di Report, affrontando la questione in un mix di inchiesta e sogno, con servizi puntuali e dettagliati.
ps Forse non è il caso di vedere il video in ufficio, visto che dura un'ora e mezza circa, allora prendete appunti e ci rivediamo stasera per goderci (o rigoderci) la puntata in tutta tranquillità.
Su rai.tv è possibile rivedere in streaming tutte le puntate di Report dal 2005
Link: www.rai.tv
Link al sito di Report: www.report.rai.it
lunedì 29 dicembre 2008
La Storia delle cose - Annie Leonard
Etichette: decrescita, documentari, economia
Grazie al sito decrescita.it ho scovato questo documentario a dir poco illuminante! Una vera lezione completa di economia reale, assolutamente da vedere.
Annie Leonard ci spiega qual'è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50. Il perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro.
Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano.
Link: www.storyofstuff.com
Il filmato può essere scaricato e redistribuito gratuitamente in formato Divx grazie a dePILiamoci.it
Download (170 MB)
venerdì 26 dicembre 2008
Robert Kennedy - Discorso sul PIL
Etichette: decrescita
Sopra il discorso sul PIL pronunciato da Robert Kennedy il 18 marzo 1968, tre mesi prima di essere ucciso.
Un paio di post fa qualcuno mi ha accusato di "farmi le canne" perchè ho pubblicato il decalogo della Decrescita, un po' ci sono rimasto male, anche se so che i commenti ai post possono essere sia positivi che negativi, ci può stare. Però sono consapevole che persone molto più colte e preparate di me diffondono tutti i giorni i temi della Decrescita, materia che alcuni definiranno utopica, ma che ad oggi rimane una delle poche voci controcorrente e che sembra rimanere l'unica via di scampo dalla fine di tutto; fare un passo indietro è possibile e a questo punto doveroso.
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domenica 21 dicembre 2008
Decalogo: I 10 Comandamenti della Decrescita
Etichette: decrescita, democrazia diretta
Immagine tratta dal sito decrescita.it
Eco-nomia = De-crescita
Qualunque cosa facciano il Sistema, le grandi imprese, i media, gli Stati, le istituzioni internazionali, gli eserciti... noi possiamo rispondere con la democrazia diretta: forme di vita e di consumo libere da globalizzazione e sviluppo economico.
1. Alimentazione. Consumate tutti i prodotti selvatici che potete e raccoglieteli voi stessi con metodi conservativi. Consumate tutti gli alimenti autoprodotti che potete. Fate in modo che gli alimenti siano biologici, locali, artigianali... Se non avete l'orto né possibilità di averne uno, associatevi a una cooperativa, piantate sul terrazzo di casa, proteggete il piccolo commercio e le reti locali, comprate direttamente da agricoltori e fattori. Se potete, fate lo yogurt, il pane, i dolci... Rifiutate i prodotti delle grandi marche convenzionali, la modificazione genetica, gli alimenti molto pubblicizzati in televisione, il cibo spazzatura... Ringraziate per gli alimenti che mangiate ogni giorno. Diminuite più che potete l'ingestione di proteine animali, molto cara ecologicamente parlando. Consumate i prodotti di stagione. Cucinate a fuoco lento. Evitate il cibo precotto. Conservate e/o proteggete le ricette, le varietà e le tradizioni locali. Nell'India Vedica, il cuoco ricopriva una posizione sociale importante quasi quanto quella di un brahamani o di un medico.
2. Società. Mantenete unita la vostra famiglia. Tessete alleanze con i vicini, con i genitori dei compagni di scuola dei vostri figli (se vanno a scuola), con i colleghi di lavoro, con tutta la comunità e soprattutto con i familiari più stretti e lontani e con i vostri amici. Associatevi a cooperative, spacci, reti di consumo locale... Proteggete il piccolo commercio e le eco-nomie locali, gli artigiani e gli agricoltori locali. Promuovete il modello di società mediterranea, cordiale, semplice. È ecologico, salutare e dona il buon umore.
3. Energia. Risparmiate tutta l'energia possibile. Riciclate energia. Cercate di fare un uso efficiente dell'energia. Traete il miglior profitto dall'energia che utilizzate. Consumate, nella misura delle vostre possibilità, energia che provenga da fonti rinnovabili. Investite, nella misura delle vostre possibilità, in fonti energetiche rinnovabili. Diffondete, nella misura delle vostre possibilità, le fonti energetiche rinnovabili al lavoro, a casa e nei centri di studi...
4. Cultura. Fuggite dall'omogeneizzazione culturale globale e dall'impero anglosassone (e da qualunque altro impero). Siate creativi, partecipativi. Non siate meri spettatori passivi. Proteggete le culture autoctone, le lingue locali, la cultura rurale, i segni culturali distintivi di ogni popolazione (sia rurale o urbana)... Proteggete le radici, il passato, le differenze, la biodiversità culturale... senza fanatismi. Proteggete gli artisti locali e le piccole industrie culturali di ogni zona. Disprezzate la clonazione culturale, sterile e di cattivo gusto. Dalí disse: ?Solo l'ultralocale può diventare universale”. La cultura locale, l'arte in famiglia, le tradizioni proprie... favoriscono l'identità. Senza identità e senza rispetto per il proprio passato (attenzione, non confondetevi con le mentalità chiuse), nessuno è niente. Rispettate le culture orali. Diffidate dei sistemi culturali verticali. Ricordate che dall'università sono uscite milioni e milioni di persone che hanno attentato contro l'uomo e la Natura (e alcuni/e studiosi/e stimati/e).
5. Denaro e consumo. Disprezzate l'usura. Disprezzate la speculazione. Favorite l'eco-nomia. Cercate di non utilizzare denaro elettronico. Incentivate il prezzo equo, il baratto, lo scambio, le monete alternative, i prodotti verdi... Disprezzate le modalità di pagamento posticipato. Evitate lo Stato e le sue tasse più che potete perché la maggior parte di quel denaro non viene utilizzato per fini sociali ma per proteggere lo Stato stesso, l'esercito... Praticate la disobbedienza fiscale ogni volta che potete. Se vi avanzano dei soldi, per qualunque ragione, condivideteli: una volta soddisfatti i bisogni personali, ciò che non si dà... si perde. Evitate il consumo superfluo, compulsivo e inutile. In questo modo evitate di sprecare energia, di produrre rifiuti e di perpetuare il Sistema... Fate in modo che il vostro consumo tenga sempre in considerazione i criteri ambientali, sociali, etici...
6. Lavoro. Fate in modo che il vostro lavoro sia lecito. Ovvero, che abbia il minimo impatto possibile sulla Natura e che non implichi il maltrattamento o il disprezzo di altri esseri viventi, incluso l'essere umano. Fate in modo che il vostro lavoro sia il più verde possibile. Fate in modo che vi lasci tempo libero a sufficienza per progredire spiritualmente, emozionalmente... e per dedicarvi alla famiglia e alle attività che ritenete opportune, siano esse artistiche o sociali... Fuggite dai lavori che fomentano l'usura e la speculazione, il commercio disonesto, lo spreco e il consumo compulsivo, l'inganno al consumatore, la globalizzazione... I lavori artigianali, locali, a dimensione umana, sono lavori che fomentano l'eco-nomia. Se hanno a che vedere con l'agricoltura biologica, le energie rinnovabili, la rilocalizzazione dell'economia, la salute naturale, l'unione della comunità... meglio. Fate in modo che il vostro lavoro non metta mai in pericolo l'esistenza delle generazioni future.
7. Salute. La salute è equilibrio. Favorite il vostro equilibrio e quello della vostra famiglia. Sostenete una dieta e delle abitudini sane, un lavoro e una casa salubri, fuggite dallo stress e da tutte le situazioni che provocano confusione mentale e problemi inutili. Studiate le forme di salute tradizionali, perché vi serviranno. Autogestite la vostra salute e quella della vostra famiglia fin dove vi è possibile. Considerate il mondo della salute come un tutto olistico, che include la dieta, le questioni ambientali, il luogo in cui abitate, il lavoro, il mondo spirituale, la famiglia... Fuggite da ogni tipo di aggressione. La medicina allopatica può avere i suoi lati positivi, a cui si può ricorrere in momenti determinati, ad esempio la diagnosi.. Anche la morte fa parte della vita.
8. Politica. La politica attuale e in generale, salvo eccezioni, tutto il sistema politico... vive agli antipodi della decrescita economica. Ci sono partiti più o meno sensibili ai problemi ambientali e/o sociali, ma, la maggior parte di essi non si azzarda a mettere in questione il modello attuale di sviluppo economico. Al massimo, parla di una descrescita sostenibile; ma, il problema è che la crescita e la sostenibilità sono, come sappiamo tutti, incompatibili. L'unica alternativa possibile è il bioregionalismo, che ha poco a che vedere con i partiti nazionalisti attuali, perché il bioregionalismo implica una decentralizzazione assoluta e radicale. Il modello sarebbe più vicino a un mondo organizzato su piccole regioni autogestite che a sistemi nazionalisti convenzionali.
9. Tecnologia. La tecnologia non è neutrale. La tecnologia punta sullo sviluppo economico e sulla dittatura tecno-scientifica. La tecnologia e la scienza hanno creato una nuova religione, i cui dogmi sono "raccomandati" alla popolazione attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Evidentemente, nell'attualità, in un luogo come la Spagna, sarebbe molto difficile tornare a vivere di caccia, a raccogliere frutta dagli alberi e voltare completamente le spalle alla società tecnologica. Tuttavia, ci sono diversi livelli... di integrazione al mondo tecnologico. Attraverso determinate abitudini di consumo, di vita e scelte quotidiane, possiamo sabotare il mondo tecnologico e le imprese, gli stati, gli eserciti, le macchine... che stanno dietro di essi. Da un lato, senza arrivare a posizioni di luddismo radicale, conviene vivere il più lontano possibile dal sistema tecnologico, che distrugge la Natura e la società umana. E dall'altro, conviene favorire le tecnologie più artigianali, a dimensione umana, sottoposte a un controllo sociale, facile, accessibile e diretto. Senza bisogno di diventare degli Amish, è possibile indirizzare la nostra esistenza verso forme di vita meno dipendenti dal mondo tecnologico. O, almeno, dagli aspetti più demenziali e aberranti dell'universo tecnologico attuale.
10. Spiritualità. Il futuro sarà spirituale o, semplicemente, non ci sarà futuro. Lo studio delle confessioni tradizionali che sono esistite su Gaia ci possono servire d'ispirazione. Questo gran cambiamento di paradigma che implica la decrescita economica è possibile solo nel segno di un cambiamento di paradigma olistico molto più profondo, che includa il mondo spirituale. È impossibile contenere i desideri e la propensione al consumismo, se parliamo di miliardi di persone, senza tener presente la saggezza che emana dai libri sacri e dalle culture orali delle diverse tradizioni del mondo (attenzione, non confondete la tradizione primordiale con guru da quattro soldi, né con le gerarchie ecclesiastiche più inclini alla forma che alla sostanza, né con tradizioni aberranti che non sono mai state consigliate da nessun santo). Ogni tradizione o maestro possiede virtù e metodi propri. Lì troviamo gli strumenti che dobbiamo comprendere e poi assimilare per andare verso una società dignitosa, giusta, libera e bella e in armonia con la Natura e il Cosmo. Nota importante: una vita a basso consumo non implica necessariamente una vita vuota spiritualmente ed emozionalmente ma, al contrario, la vita semplice porta, o può portare, a una vita spiritualmente più intensa nello stesso modo in cui il consumo compulsivo ha come obiettivo riempire il vuoto spirituale della società contemporanea.
Ecoattivisti
Fonte: theecologist.net
Traduzione per www.comedonchisciotte.org di ANTONELLA MACCHIA
Link: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4879
venerdì 19 dicembre 2008
Buy Nothing Christmas
Etichette: decrescita
Un poster e un biglietto di auguri da scaricare gratis dal sito decrescita.it per un Natale sereno e... decrescente!
Link: decrescita.it
domenica 30 novembre 2008
Last Minute Market
Etichette: decrescita, economia, last minute market
"Trasformare lo spreco in risorsa, questo è l'obiettivo di Last Minute Market: un mercato dove per favorire i più bisognosi, non ci si può permettere di sprecare neppure un minuto e nemmeno un prodotto." La mission del Last Minute Market è chiara, il progetto grande e allo stesso tempo semplice.
Last Minute Market è un progetto interdisciplinare coordinato del Prof. Andrea Segrè, attuale Preside della Facoltà di Agraria di Bologna. Nasce nel 1998 come attività di ricerca del Dipartimento di Economia e Ingegneria dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e diventa spin-off universitario nel 2004.
Sul sito è possibile trovare i centri presenti in Italia, il loro funzionamento e molte altre notizie interessanti.
Link: http://www.lastminutemarket.org
mercoledì 12 dicembre 2007
Come una brocca d'acqua di rubinetto salverà il Mondo!
Etichette: ambiente, decrescita, filiera corta, Maurizio Pallante
Ieri mentre guardavo un telegiornale, ho assistito oltre alle scene di panico dei consumatori, ad un'intervista che mi ha lasciato a dir poco allibito... la proprietaria di un supermercato, chiamata in causa da un giornalista, parlava del fatto che a causa dello sciopero degli autotrasportatori, entro un paio di giorni i supermercati avrebbero finito le scorte alimentari, ma cosa più grave, le scorte dell'acqua minerale! La cosa assurda è che lo diceva come se fosse stata una tragedia...
Sono bastate una quarantina di ore di sciopero dei trasporti per far saltare tutto il sistema della grande distribuzione e per mandare il paese nel caos.
E' bastata una grattatina in superficie per portare alla luce una situazione che da anni si tenta invano di denunciare.
Ma una brocca d'acqua del rubinetto (o un vasetto di yougurt fatto in casa) può risolvere il problema dei trasporti, e tutti i danni ad esso collegati, in Italia e nel Mondo?
No, non sono uscito di senno, la mia domanda ha giustificate fondamenta e nel video Maurizio Pallante ci spiegherà, attraverso la parobala dello yogurt fatto in casa, usata all'inizio del libro "La Decrescita Felice", come il sistema economico basato sulla crescita infinita del Pil, può essere superato, rendendo migliore la vita di tutti, compresi i produttori di yogurt e i trasportatori!
Rif.: Maurizio Pallante e la Decrescita.
venerdì 5 ottobre 2007
Raccolta differenziata "Porta a Porta" - LA PLASTICA
Etichette: ambiente, decrescita, ecologia, rifiuti
E con il quarto ed ultimo appuntamento di questa mini-serie andiamo a chiudere il ciclo di lezioni dedicate alla raccolta differenziata PORTA a PORTA.
Per concludere aggiungo un dato su tutti, che mi ha colpito più di tutti, oltre quelli già noti sui danni alla salute dei cittadini, in merito alla scelta fra la raccolta differenziata porta a porta e un inceneritore: gli scarti di un inceneritore, cioè la cenere che deve essere smaltita come un qualsiasi altro rifiuto, ammontano a circa il 30% del totale incenerito, mentre i rifiuti non riciclabili, cioè quella parte di rifiuti che seppur smaltiti con la raccolta differenziata, non servono a nulla, sono circa il 20%!! Questo dato, che di solito non viene citato dalle fonti ufficiali è forse il più simbolico e va a rafforzare proprio la strategia della raccolta differenziata porta a porta come unico rimedio alla questione rifiuti.
martedì 2 ottobre 2007
Raccolta differenziata "Porta a Porta" - VETRO & LATTINE
Etichette: ambiente, decrescita, ecologia, rifiuti
La terza lezione sul metodo e i vantaggi della raccolta differenziata porta a porta, oggi differenziamo vetro e alluminio.
sabato 29 settembre 2007
Decrescita Felice: 9 di 9
Etichette: ambiente, decrescita, Maurizio Pallante
Con la nona ed ultima puntata andiamo a chiudere lalezione di Maurizio Pallante tenuta il 10 aprile 2007 Avenza Carrara (MS), resa disponibile su YouTube dal Meetup Carrara.
Con la lezione di Maurizio Pallante abbiamo appreso che la maggior parte delle nostre convinzioni sull'economia, sul benessere e sulla vita stessa possono essere messe in discussione, se viste da altri punti di vista.
Quello che ci vendono come il migliore mondo possibile, in realtà nasconde degli aspetti a dir poco inquietanti; del resto il sistema attuale ci ha portati a stravolgimenti del clima, della natura, delle persone al punto che rischiamo veramente di lasciare solo miseria a desolazione alle generazioni che verranno. Ecco perchè la strategia della decrescita è vincente: perchè è semplice e ci da delle soluzioni facilmente attuabili, a patto che ripensiamo i nostri modi di agire, i nostri comportamenti di vita, il nostro modello di società.
Nel frattempo ho quasi terminato di leggere il suo libro...
...ma cosa più importante ho imparato a fare lo yogurt...
NB: Da oggi, sulla barra laterale rimarrà un link permanente a questa mini serie di video.