Radio Capital trasmette da un po' di giorni a questa parte, la prima radio digitale dedicata interamente a Fabrizio De André.
24 ore on line con Fabrizio De André: tutte le canzoni di Faber, anche le meno note, solo su Capital Tribute radio. A 10 anni dalla sua scomparsa, la web radio tematica di Radio Capital rende omaggio al grande cantautore genovese. Un flusso di musica e parole, ma anche di aneddoti.
Tra una ballata e un grammelot, Massimo Cotto racconta De André attraverso la descrizione del suo lavoro: la nascita di un ritornello o di collaborazione, l'ispirazione dalla quotidianità, l'invenzione delle parole, la censura.
Approfondimenti e curiosità pubbliche e private su uno dei personaggi più amati della musica italiana.
Link: Radio Capital
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Rettifica: nel post del 7 marzo ho scritto che domenica 8 Serge Latouche sarebbe stato ospite della trasmissione Che tempo che fa, purtroppo ho preso un piccolo granchio, la sua presenza è comunque confermata per la puntata del 15 marzo (l'errore non è stato di Michele, che mi ha segnalato la notizia, ma di una newsletter sbagliata).
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domenica 8 marzo 2009
Fabrizio De Andrè su Capital Tribute radio
Etichette: fabrizio de andrè, musica, radiodomenica 15 febbraio 2009
Radio Mafiopoli
Etichette: mafia, podcast, radio
Radio Mafiopoli è una Radio che va in onda esclusivamente sul web sotto forma di podcast, che ha come mission il disonorare la Mafia.
E' bello sapere che c'è chi ha ancora il coraggio di affrontare a viso scoperto niente di meno che la Mafia. E penso che, oggi più di ieri, queste persone hanno bisogno del nostro aiuto e del nostro incoraggiamento.
Perchè Radio MafiopoliM’ hanno chiesto – perché sfottere la mafia? Ho risposto – perché no? Siamo nell’epoca del culto per la credibilità e per l’onore, della comunicazione masticata e poi sputata, della dignità da discount; in tutto questo magma di garantismo avanzano nel borsellino, come la moneta, quelli che a ragion veduta dovrebbero essere il braccio armato della “cosa nostra di chi?” al soldo di qualche incravattato nelle stanze del potere. Perché sfottere la mafia? Perché siamo stanchi di questi falsi miti da fiction che qualcuno vuole convincerci possano tenere sotto scacco una nazione. Perché disonorare la mafia è una questione di onore. Perché è il nostro modo da giullari per urlare il nostro no. Perché fanno ridere mentre si mettono in posa per fare paura. Perché come diceva Peppino la mafia è una montagna di merda. Perché smontare la loro credibilità è il nostro modo per opporsi ad un racket culturale e in più ci divertiamo un mondo.
Giulio Cavalli
Io ho paura, ma non ho paura di avere paura.
Ho paura di questa sensazione liquida che ti entra nelle ossa più intime, di avere amici che ci pensano prima di girare le chiavi nella macchina. Ho paura di essermici abituato alla paura, di guardare solo per vedere, di ascoltare per sentire, di dovermi tenere da conto questo disturbo cronico viscidamente instabile. Ho paura di essere stato scippato di cosa qualche cosa non so. Ho paura di avere intorno una preoccupazione in divisa e organizzata, ho paura dello sbuffo della porta, ho paura dei respiri se non li vedo in faccia. E ho rabbia, rabbia instabile che mi prende in giro mentre balla la polka braccio sotto il braccio della mia paura. Rabbia per aver perso la paura quella vergine, quella che arriva come un giallo al semaforo freno-frizione prima che sia ancora verde. Ci si abitua a tutto però, chiedete a Pino, chiedete a Rosario, chiedetelo a Sergio, a Roberto, a Carmelo. Ci si abitua a tutto a Mafiopoli. E la paura e la rabbia e quella lingua fredda e continua sulla schiena diventano un neo. E al secondo specchio non lo noti più.
Ma ho paura anche di queste facce sempre così sicure, ho paura degli untori certi di verità certa, di quelli che ci raccontano come dovremo fare, cosa dovremo essere, con che camicia coprire il neo. E ho rabbia, per niente sana, per chi ce la racconta la nostra paura, per chi la rivende al mercato delle elezioni, per chi no non è niente, sì in fondo è tutto, è normale , passerà, è una vergogna, grazie prego oppure tornerò o meglio ancora bum bum, alla radio mafiopoli.
C’è una porta che non riesco a scardinare. Ci ho provato con i coltelli e i cacciaviti della penna, poi l’ho presa a calci, con la testa e poi con tutti quei pezzi e barattoli che mi stanno legati da un po’ alla caviglia. Mi sono anche seduto di fianco, al buio, un tubo dietro alla schiena e piangevo e scongiuravo di aprirsi.
E dietro c’è l’arroganza di credere che se non ci riesci tu, dico almeno a scriverla farne uno schizzo un paio di volantini imbevuti di pioggia e colla sui lampioni, ecco allora è la tua paura è un re nudo. Che viene fotografata, scritta e raccontata da uno spigolo, un particolare o al massimo di mezzo riflesso. È un re nudo la mia paura. E la rabbia ci ride per giorni e giorni, questa rabbia che mi calpesta lo stomaco mentre balla la polka.
Il principe e gli elfi che gli tengono il mantello mi hanno sempre detto che non bisogna raccontarla la filastrocca di questa paura nuda con la corona in testa, che con un colpo di stato mi si è insediata nel cervello. Chissà come ridono oggi. Da spanciarsi fino a sporcare il mantello.
Ma oggi chiamo arimo e me la tengo, almeno la paura di avere paura. Di non poterla dire se non hai almeno un capitolo, uno straccio di identikit.
Com’è pornografica la balera nevrotica giù a Mafiopoli, com’è comica questa schizofrenia che si traveste tutte le mattine da sacerdotessa tragica e muta. Com’è alta questa parete da riderci sopra piano e sempre con la bava e la solitudine di una lumaca. Com’è meno musicale, televisiva, da palco o da fine serata di come ce l’hanno impacchettata.
Ecco io oggi vorrei, a Mafiopoli, che nell’assemblea quella sotterranea degli scemi del villaggio, io vorrei che si decidesse di restituirgliela questa paura. Fargliela trovare pelosa nel caffè della mattina, o che gli cammini a otto zampe sulla faccia. A loro che l’hanno sempre vista da dietro, la paura, con l’odore di sparo, colla e benzina. Restituirla un secondo. Come l’acqua nelle scarpe. Perché cari tutti i Totò di Mafiopoli, perché voi non lo sapete ancora che dalla paura non ci si esce né dissociati né pentiti.
Restituirla un secondo per vedere che forma ha da fuori, da lontano, e per pisciarla fuori mentre si ride, si ride alla mafiopolitana.
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sabato 1 settembre 2007
Deezer, musica su richiesta, gratuita e illimitata
Etichette: 2.0, musica, radio, social network
Un nuovo capitolo, nella storia della musica mondiale si apre con deezer.com...
E si ragazzi, qui si fa sul serio, possiamo quasi dire addio al filesharing, alle lunghe attese sul p2p e via dicendo... dopo aver vinto numerose cause legali sui diritti d'autore, ecco che si presenta al pubblico, sprintoso più che mai uno dei più bei portali di musica on demand, gratuita e illimitata... solo che qui a differenza del sempre grande Last.fm, possiamo richiedere brani o album particolari, sempre che siano già stati caricati in precedenza...
Ho caricato per voi una piccola playlist dei Massive Attack, buon ascolto! Continua a leggere...
venerdì 13 luglio 2007
Radio on-line
Etichette: 2.0, musica, radio
Ovviamente la migliore radio on-line per me rimane sempre Last FM, ma grazie a varie segnalazioni dal web, come questa e quest'altra ho provato ad ascoltare TUN3R.com, e devo dire che da incallito ascoltatore di radio, quale sono, mi ci sono subito trovato a mio agio...
fateci un salto!
TUN3R.com
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