Il 15 marzo Serge Latouche è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Pubblico il video completo per chi non ha avuto modo di vederlo domenica.
Serge Latouche già professore di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all' Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi è forse il più conosciuto sostenitore della Decrescita.
In questa intervista, stuzzicato dalle domande di Fabio Fazio sviscera, in un impeccabile italiano, i concetti fondamentali della decrescita, spiegando ad esempio la differenza fra decrescita e recessione.
Anche se solo per dodici minuti finalmente in prima serata si è parlato di economia in termini nuovi e il grande pubblico ha potuto ascoltare un pensiero diverso da quello predominante.
martedì 17 marzo 2009
Serge Latouche, intervista a Che tempo che fa
Etichette: decrescita, serge latouchedomenica 15 marzo 2009
Serge Latouche, il programma delle 8 R
Etichette: decrescita, serge latouche
(Clicca sull'immagine per vedere la copertina)
Per approfondire la bella intervista a Serge Latouche andata in onda domenica 15 marzo nella trasmissione Che Tempo che fa, pubblico il programma delle 8 R, elaborato dall'economista nel suo "Breve trattato sulla decrescita serena".
La “società della decrescita” presuppone, come primo passo, la drastica diminuzione degli effetti negativi della crescita e, come secondo passo, l’attivazione dei circoli virtuosi legati alla decrescita: ridurre il saccheggio della biosfera non può che condurci ad un miglior modo di vivere. Questo processo comporta otto obiettivi interdipendenti, le 8 R: rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Tutte insieme possono portare, nel tempo, ad una decrescita serena, conviviale e pacifica.
Rivalutare. Rivedere i valori in cui crediamo e in base ai quali organizziamo la nostra vita, cambiando quelli che devono esser cambiati. L’altruismo dovrà prevalere sull’egoismo, la cooperazione sulla concorrenza, il piacere del tempo libero sull’ossessione del lavoro, la cura della vita sociale sul consumo illimitato, il locale sul globale, il bello sull’efficiente, il ragionevole sul razionale. Questa rivalutazione deve poter superare l’immaginario in cui viviamo, i cui valori sono sistemici, sono cioè suscitati e stimolati dal sistema, che a loro volta contribuiscono a rafforzare.
Ricontestualizzare. Modificare il contesto concettuale ed emozionale di una situazione, o il punto di vista secondo cui essa è vissuta, così da mutarne completamente il senso. Questo cambiamento si impone, ad esempio, per i concetti di ricchezza e di povertà e ancor più urgentemente per scarsità e abbondanza, la “diabolica coppia” fondatrice dell’immaginario economico. L’economia attuale, infatti, trasforma l’abbondanza naturale in scarsità, creando artificialmente mancanza e bisogno, attraverso l’appropriazione della natura e la sua mercificazione.
Ristrutturare. Adattare in funzione del cambiamento dei valori le strutture economico-produttive, i modelli di consumo, i rapporti sociali, gli stili di vita, così da orientarli verso una società di decrescita. Quanto più questa ristrutturazione sarà radicale, tanto più il carattere sistemico dei valori dominanti verrà sradicato.
Rilocalizzare. Consumare essenzialmente prodotti locali, prodotti da aziende sostenute dall’economia locale. Di conseguenza, ogni decisione di natura economica va presa su scala locale, per bisogni locali. Inoltre, se le idee devono ignorare le frontiere, i movimenti di merci e capitali devono invece essere ridotti al minimo, evitando i costi legati ai trasporti (infrastrutture, ma anche inquinamento, effetto serra e cambiamento climatico).
Ridistribuire. Garantire a tutti gli abitanti del pianeta l’accesso alle risorse naturali e ad un’equa distribuzione della ricchezza, assicurando un lavoro soddisfacente e condizioni di vita dignitose per tutti. Predare meno piuttosto che “dare di più”.
Ridurre. Sia l’impatto sulla biosfera dei nostri modi di produrre e consumare che gli orari di lavoro. Il consumo di risorse va ridotto sino a tornare ad un’impronta ecologica pari ad un pianeta. La potenza energetica necessaria ad un tenore di vita decoroso (riscaldamento, igiene personale, illuminazione, trasporti, produzione dei beni materiali fondamentali) equivale circa a quella richiesta da un piccolo radiatore acceso di continuo (1 kw). Oggi il Nord America consuma dodici volte tanto, l’Europa occidentale cinque, mentre un terzo dell’umanità resta ben sotto questa soglia. Questo consumo eccessivo va ridotto per assicurare a tutti condizioni di vita eque e dignitose.
Riutilizzare. Riparare le apparecchiature e i beni d’uso anziché gettarli in una discarica, superando così l’ossessione, funzionale alla società dei consumi, dell’obsolescenza degli oggetti e la continua “tensione al nuovo”.
Riciclare. Recuperare tutti gli scarti non decomponibili derivanti dalle nostre attività.
Fonte: decrescita.it
venerdì 6 marzo 2009
Serge Latouche ospite di Che Tempo che Fa
Etichette: decrescita, serge latouche
(Immagine tratta dal sito decrescita.it)
Grazie alla segnalazione via email di Michele, posso anticiparvi che domenica 8 marzo alle 20,30 Serge Latouche sarà ospite della trasmissione televisiva "Che tempo che fa" condotta da Fabio Fazio.
Serge Latouche è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all' Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi. E' tra i più conosciuti sostenitori della Decrescita, su cui ha scritto numerosi trattati tra i quali La scommessa della decrescita edito Feltrinelli e Breve trattato sulla decrescita serena edito Bollati Boringhieri.
Aggiornamento: pubblicato il video dell'intervista a Serge Latouche a Che tempo che fa. Clicca qui per vederlo.
La scommessa della decrescita, pubblicato in Italia nel 2007, è ormai considerato un vero e proprio manifesto teorico della Società della decrescita ed è fonte di studi per tutti coloro che intendono conoscere questa teoria.L’oggetto di questo libro è incentrato sulla necessità di un cambiamento radicale. La scelta volontaria di una società che decresce è una scommessa che vale la pena di essere tentata per evitare un contraccolpo brutale e drammatico.
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Rettifica: nel post del 7 marzo ho scritto che domenica 8 Serge Latouche sarebbe stato ospite della trasmissione Che tempo che fa, purtroppo ho preso un piccolo granchio, la sua presenza è comunque confermata per la puntata del 15 marzo (l'errore non è stato di Michele, che mi ha segnalato la notizia, ma di una newsletter sbagliata).